La storia del caso Carretta: la scomparsa della famiglia nel 1989, il camper ritrovato a Milano, la fuga di Ferdinando a Londra e la confessione a Chi l’ha visto?
Per quasi nove anni, il caso Carretta sembrò una storia di sparizione familiare senza spiegazione. Una famiglia intera, padre, madre e figlio minore, scomparsa da Parma nell’estate del 1989. Il camper ritrovato a Milano, le false piste, gli avvistamenti mai confermati, l’ipotesi di una fuga volontaria. Poi, nel 1998, la verità arrivò nel modo più inatteso: davanti alle telecamere.
Ferdinando Carretta, il figlio maggiore, confessò di aver ucciso i genitori Giuseppe Carretta e Marta Chezzi, e il fratello minore Nicola. Il delitto era avvenuto il 4 agosto 1989 nella casa di famiglia a Parma. Per anni, però, i tre furono cercati come persone scomparse, mentre l’unico sopravvissuto della famiglia viveva lontano dall’Italia, in Inghilterra.

Caso Carretta: la scomparsa della famiglia e il camper a Milano
Dopo l’estate del 1989, l’assenza dei Carretta cominciò a insospettire i parenti. La famiglia sembrava svanita nel nulla. Un passaggio importante arrivò grazie a Chi l’ha visto?, quando una segnalazione portò al ritrovamento del camper familiare in un parcheggio di Milano. Quel mezzo abbandonato, però, non bastò a spiegare cosa fosse davvero accaduto.
Per anni si susseguirono piste e ipotesi. Si parlò anche di una possibile fuga all’estero, perfino ai Caraibi. La realtà, emersa solo molto tempo dopo, era molto più tragica. Secondo la confessione e la ricostruzione giudiziaria, Ferdinando aveva sparato ai familiari, aveva nascosto i corpi e poi li aveva fatti sparire in una discarica. I resti di Giuseppe, Marta e Nicola non sono mai stati ritrovati.
La confessione a Londra e la fine del mistero
Nel novembre 1998 Ferdinando Carretta venne rintracciato a Londra. Fu lì che, intervistato da Giuseppe Rinaldi per Chi l’ha visto?, ammise pubblicamente di essere l’autore del triplice omicidio. Solo dopo quella confessione televisiva rese dichiarazioni anche alla magistratura.
Nel 1999 la Corte d’Assise di Parma lo riconobbe autore della strage familiare, ma lo ritenne incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Per questo venne disposto il ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario. In seguito passò alla semilibertà, poi a una comunità di recupero e nel 2015 tornò libero.
Ferdinando Carretta è morto a Forlì nel 2023, a 61 anni. Il caso resta una delle vicende più sconvolgenti della cronaca italiana: una famiglia cercata per anni come scomparsa, un figlio capace di cancellare ogni traccia e una confessione arrivata solo quando il mistero sembrava ormai destinato a restare senza risposta.